Gli Angeli - California


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Ma i veri viaggiatori partono per partire; cuori leggeri, simili a palloni, mai cercano di sfuggire al loro destino, e, senza sapere perchè, dicono sempre: Andiamo! Quelli i cui desideri hanno la forma delle nuvole...

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lunedì, giugno 28, 2004
 

Cioccobubba

Sono quasi le sette di mattina. Sono ancora sveglio. Ho finito il lavoro che mi ero proposto, pochi minuti fa. Il mio ultimo progetto. Non ve ne ho parlato. Ci sono strani lunghi giri nella vita. Questo lavoro, il suo argomento, e' uno di questi. Ora ho troppo sonno per le spiegazioni, semplicemente a volte la vita scorre in rima. Passano due, tre o tanti versi e poi torna la stessa sillaba. Come andare all'altro capo del mondo e ritrovarci il proprio compagno di banco delle elementari. Mi piace. Questo articolo che sto scrivendo, dico. Mi piace tanto. Mi pare la cosa migliore che abbia fatto finora (scientificamente parlando).

Sto bene in questi giorni. Non dormo mai. Vado a correre. Faccio esercizi, sport. Mangio cioccolata. Bevo cioccolata. Esco. Faccio cene. Attraverso tutta la citta' in un minuto con la mia bici. Sono velocissimo, esplodo di energia. E poi altra cioccolata durante la notte. E di nuovo al mattino. Ve lo ricordate Bubba di Forrest Gump? Quello che faceva i gamberetti in mille modi? Io sono il Bubba della cioccolata. E non dormo mai.

prendetevela con cippa | 21:59 | commenti (6)
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mercoledì, giugno 23, 2004
 

ero piccolo 3

Se ci penso, non mi sembro nanche io, quel bambino con la canottina a righe bianche e blu e i pantaloncini rossi. Non mi paiono mie nemmeno quelle gambe e braccia sottili. Eppure ho vivido il marrone della pelle abbronzata al sole di quelle lunghe estati senza scuola, le ore infinite passate a bollire all'aria e i giochi pericolosi che se andava bene ce la si cavava con un'altra sbucciatura sul gomito. I sandali della Canguro poi, li avevamo tutti. Ora, non sono piu' nemmeno sicuro che sia mai esistita la marca Canguro. Riesco a vedermi appoggiato sui piedi, rannicchiato fino ad avere la testa vicino alle ginocchia. Osservo le crepe nella terra spaccata dal sole e mi domando se riuscira' poi a richiudersi o se e' cosi' che nascono le voragini che ingoiano tutto. Vedo un sacco di schifezze uscirne fuori e poi rientrarci. Piccoli vermi, insetti carini come le formiche o spaventosi come le forbicchie. Che poi, alla fine, non ho mai sentito di nessuno pizzicato da una forbicchia, e anche se fosse, non deve essere molto piu' doloroso di una puntura di zanzara. Ma da bambini il mondo e' popolato di terribili nemici in agguato. Da grandi invece, ci adeguiamo al fatto che le persone siano il pericolo piu' grande.

Le corse nel grano sono qualcosa che non si puo' dimenticare. Il sole a picco sulla testa nera. Il giallo dei campi interrotto solo dall'azzurro del cielo. La mamma che urla da lontano di mettermi il cappellino: non puo nemmeno vederlo se ce l'ho o meno, ma tanto lo sa. Le frustate delle spighe sulle gambe veloci. Le cadute sulle mani in salita, quando il cuoio dei sandali scivolava sulle spighe liscie. La scia di steli abbattuti che rimaneva dietro, e che ammiravo orgoglioso dall'alto della collina; nemmeno un albero a premiare con un po' d'ombra la fatica. La bellezza di quel sentiero nato dietro me che divideva il mare d'oro. L'energia uscita dai miei polmoni per tracciare quel solco. Il segno di un dito fatto scorrere sulla sabbia.


prendetevela con cippa | 03:18 | commenti (4)
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martedì, giugno 22, 2004
 

Best Seller

Conoscete il libro "Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire" di Melissa P. ? Io no. O meglio, lo conosco di nome ma non l'ho mai letto. Comunque pensavo che se ci mettessimo d'impegno potremmo anche noi scriver un Best Seller, basta metterci abbastanza sesso.

Allora, innanzitutto il titolo. Direi... "Cento colpi di cazzuola prima di erigere un muro".

La trama. Un giovane muratore alle prime armi viene evitato da tutti gli esperti muratori piu' grandi i quali, ostili e presuntuosi, nemmeno lo aiutano a farsi un cappellino di carta di giornale come si usa da divisa d'ordinanza. Ma il nostro eroe, anziche' abbattersi, decide di farselo da solo detto berretto, e a tal fine, scopre l'utilita' alternativa dei fogli centrali di una rivista porno trovata in un angolo del cantiere. Cosi' ogni mattina prima di iniziare il suo lavoro, prende la rivista, ne stacca le pagine centrali, e dopo essersele perbenino impresse nella mente per l'ultima volta le trasforma in un sublime copricapo da muratore. Cosi' bardato inizia fiero la giornata. Il titolo "cento colpi di cazzuola..." deriva proprio dal metodo eufemizzato con cui il giovine accompagna gli sguardi a dette pagine prima di trasformarle. Attraverso i vari capitoli, il lettore accompagna il nostro apprendista nella lettura dei trafiletti a lato delle foto patinate. Inutile dire che la geniale trovata del piccolo carpentiere dalla mano veloce non tardera' a far nascere invidie fra i suoi superiori, trascinandolo in una serie di avventure a volte scabrose, a volte esilaranti, fino al giorno in cui...

Dovete comprarlo se volete conoscerne il sorprendente finale! eh! eh!

(non me ne vogliano Melissa P., il suo editore, i suoi fans, e tutti quelli che si e' chiavata con la scusa del libro... magari e' pure interessante, che ne so...)

prendetevela con cippa | 08:28 | commenti (7)
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sabato, giugno 19, 2004
 

le fatine di luce

Stasera attorno a casa mia ho incontrato la prima lucciola della stagione. E' vero che l'anno scorso a Los Angeles non ho sofferto un giorno di allergia, ma e' anche vero che non ho avuto nemmeno altre cose che mi piacciono. Ad esempio, li campi attorno a casa pieni di lucine intermittenti. Una distesa infinita di piccole stelle a maturare il grano in quelle calde notti di grilli canterini. E magari prima mi ero strafogato di cocomero facendo attenzione a non ingoiare i semini, per evitare che mi crescessero i cocomeri nella pancia, certo! Non ho nemmeno dovuto soffrire le zanzare, lo ammetto. Ma sono anche due anni che non ammiro lo sfrecciare delle rondini. D'altra parte... sono molto piu' sereno che durante il mio soggiorno oltreoceano, ma e' anche vero che allora c'erano cose su cui sapevo di poter sempre contare, mentre ora... sto imparando a non farci piu' caso.

Tutti quelli che mi conoscono, sanno che ho una memoria quasi pari a zero. Allo stesso tempo, ci sono immagini scolpite nella mia mente che mai sbiadiranno. Una di queste sono le mie mani di bambino chiuse a formare una scatolina per racchiudere una lucciolina all'interno. Quando poi le aprivo, lei rimaneva li' appoggiata per un po', e io potevo osservare da vicino la magia di quella luce naturale. Non ho mai imparato come facciano: non mi interessa saperlo. Vorrei solo che la smettessero di diminuire ogni anno. Loro almeno devono esserci per sempre.

Ricordi? Il buio di una serena notte estiva di novilunio. Quell'odore di raccolto prossimo nell'aria. E centinaia di fatine di luce a brillare tuttattorno...

prendetevela con cippa | 14:46 | commenti (2)
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domenica, giugno 13, 2004
 

ero piccolo 2

I primi sette anni e mezzo della mia vita li ho trascorsi in Svizzera, a Zurigo. Mamma portava spesso me e mia sorella in un parco con una collinetta d'erba dove noi piccoli ci rotolavamo giu': una volta in fondo non riuscivamo a stare in piedi per quanto ci girava la testa. Giuro era divertente da pazzi! Oppure, ci accontentavamo di poco, chissa'.
Prima di tornare a casa, raccoglievo sempre delle margheritine da regalare a mamma. Per ringraziarla. Per dirle che le volevo bene. Lei mi dava un bacetto in cambio. E mi insegnava a voler bene.
Fu lei a spiegarmi che si' il fiore e' la parte piu' bella, ma che se lo staccavo senza gambo, non poteva tenerli in un vasetto, ne' dar loro un po' d'acqua per farli durare piu' possibile. Non poteva dar loro la cura per ricordarsi del mio gesto. L'importanza delle cose non sta solo nella loro bellezza esteriore.

Mia mamma ha studiato poco, fa molti errori quando scrive. Ma e' la sua intelligenza emotiva a mantenere la nostra famiglia serenamente felice. A volte piange. Soffre per i nostri errori. Ma non si arrende mai.
E ride tanto quando la sollevo in braccio.




prendetevela con cippa | 05:50 | commenti (8)
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mercoledì, giugno 09, 2004
 

"so you'd better watch out..."

Qualche giorno fa leggevo su un giornale che sempre piu' coppie si lasciano con un sms. La cosa non mi ha sorpreso. Non si tratta solo di una cosa di ragazzini e non si tratta solo di chiudere un rapporto. Lo si fa ormai per tutti i discorsi 'importanti' e lo fanno anche i/le trentenni. Lo so, e questo, anche se non mi sorprende, comunque mi stupisce, ogni volta. E' proprio vero che la maturita' non dipende dall'eta'.
Sto dicendo cazzate, forse. E' che le persone vigliacche proprio non le sopporto. Preferisco le persone stronze ma consapevoli a quelle ipocrite. Di gran lunga. Almeno sono persone vere.

 

"Preghero' finche' tu possa avere tutto cio' che vuoi
soldi, macchine e una donna al giorno
e la possibilita' di avere tutto e subito
senza aver bisogno d'essere mai perdonato"

(da leggere anche al femminile)






prendetevela con cippa | 01:47 | commenti (16)
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lunedì, giugno 07, 2004
 

Il mestiere di informatico :D

Non so se avete visto la notizia apparsa su repubblica oggi:

http://www.repubblica.it/2004/f/sezioni/politica/preselezioni/hackfi/hackfi.html

Hanno praticamente bucato il sito di Forza Italia e hanno messo una schermata inneggiante al software libero.
Io la prima cosa che ho pensato è stata: una manifestazione(illecita) contro la legge Urbani...ma il responsabile del sito di FI ha dichiarato: "Si tratta di un atto di violenza (verso chi?) che dispiace molto, specie a chi, come noi, crede che Internet sia uno strumento di libertà"(vedi articolo repubblica.it).
Per me c'è una contraddizione in termini. Se approvate una legge che limiterà l'"open-source" non mi venite a dire che volete "internet libero".
Inoltre chi avrebbe subito questa violenza? e di che tipo di violenza si tratta? Fisica no sicuramente. Quindi psicologica, verso coloro che non sopportano provocazioni e critiche immagino...
Speriamo bene per il futuro!! :D :D :D













prendetevela con p16 | 04:34 | commenti (4)
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domenica, giugno 06, 2004
 

voglio e vorrei

Sapete cosa accomuna "Jack Frusciante e' uscito dal gruppo" con "Cresceranno i carciofi a Mimongo" ? Cosa al tempo stesso li rende uno scalino sopra alla media e persino al loro stesso contenuto effettivo? Lo sapete?

E'...  la voce fuori campo.

Esatto, la voce fuori campo, l'io narrante che sa tutto di tutti e che commenta ironico e bonario le cazzate compiute dai vari personaggi. Come un fratello maggiore. Come un saggio filosofo.

Voglio, un giorno, mettermi dall'altra parte del cielo e riguardare la mia vita come fosse un film. E voglio la voce fuori campo. Voglio i commenti beffardi su tutte le volte che mi sono comportato da sfigato o da idiota. Voglio dei tagli di ridicolo talmente intelligenti e buffi da non poterci scappare. Voglio vergognarmi a morte del mio comportamento ma, al tempo stesso, vorrei essere il primo a non poter smettere di ridere. Si', vorrei riderci sopra, quelle risate di bocca, occhi e pancia... di me ... e di cio' che ho fatto. Come se in nessuna di quelle volte, avessi fatto male anche a chi non lo meritava.

Appunto... vorrei.

prendetevela con cippa | 16:48 | commenti
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giovedì, giugno 03, 2004
 

In quell'istante

Alcune persone riescono a parlarti dell'esatto momento in cui la loro anima e' cambiata: la prima volta che tuo figlio ti ha stretto tutta la manina attorno al dito, lo sguardo di lei sfinito dopo una intera notte di lacrime, le labbra secche di tuo padre che smette di respirare in un bianco letto d'ospedale... o mille altri possibili paesaggi lungo il nostro viaggio.

Altri continuano semplicemente ad andare avanti, forse aspettando che le cose cambino da sole, che la vita gli si butti in braccio di sua iniziativa. Non prestano attenzione a quella sensazione di ansia allo stomaco; un'ansia uguale a quella che si prova quando si parte per un posto nuovo. E nella mano vuota, stringono tutta la vita l'illusione di un palloncino fuggito via.


prendetevela con cippa | 15:06 | commenti
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pioveva... e tanto!

prendetevela con cippa | 02:56 | commenti
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mercoledì, giugno 02, 2004
 

l'ultimo viaggio di un'amica

"Tutte le persone che hanno perduto qualcuno fanno, prima o poi, lo stesso sogno. Non lo raccontano mai. Neppure tra loro, quando si riconoscono. E' un'esperienza che non diventa patrimonio comune, resta una segreta speranza. Nel sogno, la persona si trova in un luogo sconosciuto, davanti a un paio di scarpe sfondate. Una voce senza volto dice: "Mettile, cammina fino alla fine del mondo e ti sarà dato rivederla/o". La persona sta per calzare le scarpe sfondate quando la voce aggiunge: "Nell'esatto momento in cui la/o rivedrai, non ti sarà più dato svegliarti". Eppure, quella persona non esita, si infila le scarpe sfondate e si avvia per una camminata infinita, con una allegria sconosciuta che il risveglio solo in parte cancella. Quel sogno diventa, nel tempo, un sogno ricorrente.

Non so spiegare perchè un sogno ricorrente sia diverso da quelli che accadono una volta sola. Il mio maestro sapeva, ma non ha avuto tempo di insegnarmi. Nè so dire se questo sogno delle scarpe sfondate con cui arrivare alla fine del mondo, questo sogno del patto con la voce, sia una leggenda o una verità nascosta, delle tante che esistono e salvano dall'inutilità della storia. Io non lo so, non l'ho mai fatto il sogno. Io vengo a sedermi qui, notte dopo notte, nel mio deserto, nel tempo che non c'è. Aspetto. E se adesso racconto del sogno è perchè la vedo arrivare, in una nube di polvere e stanchezza. Dovrei sperare che, come ogni altra notte, si svegli, ma, adesso che la vedo vedermi, mi perdoni, so che non è mai stata così felice."




prendetevela con cippa | 15:49 | commenti (4)
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